lunedì 19 settembre 2011

Comandante Visone...grazie.

27 luglio 2007. Muore uno dei grandi patrioti che hanno contribuito alla nascita della nostra Repubblica: Giovanni Pesce, noto anche attraverso il suo nome di battaglia: "Visone". La sua storia, come ha dichiarato il presidente della Camera e suo amico Fausto Bertinotti, merita di essere insegnata nelle scuole. Emigrato poco più che bambino in Francia, conobbe da ragazzo il duro lavoro nelle miniere di Cévennes; infiammato da un discorso della passionaria Dolores Ibarruri, decise di partire volontario, inquadrandosi nella brigata Garibaldi, per la guerra di Spagna contro le milizie franchiste. Nonostante la sconfitta, questa esperienza segnerà tutta la sua vita, sia dal punto di vista umano, sia da quello più strettamente militare: la dura disciplina della guerra di trincea, l'abitudine al sacrificio saranno strumenti di lotta preziosi anche durante la sua esperienza come capo dei gappisti a Torino, a Milano, nella Valle Olona.
Pesce narrò le sue esperienze in libri come "Soldati senza uniforme", "Un garibaldino in Spagna", "Quando cessarono gli spari". Ma per conoscere che cosa sia stata la sua storia da capo dei gappisti "Senza tregua, la guerra dei GAP", pubblicato da Feltrinelli, è il libro che consiglio di leggere e rileggere.
Il libro racconta la sua esperienza di gappista prima a Torino, poi a Milano e in Valle Olona, con frequenti flashback sulla guerra di Spagna.
Chi furono i gappisti, lo spiega Visone stesso:" furono gruppi di patrioti che non diedero mai tregua al nemico: lo colpirono sempre, in ogni circostanza, di giorno e di notte, nelle strade delle città e nei suoi fortilizi". I gappisti - continua Pesce - furono coloro che "dopo l'8 settembre ruppero con l'attendismo e scesero nelle strade a dare battaglia, iniziarono una lotta dura, spietata, senza tregua, contro i nazisti che ci avevano portato la guerra in casa e contro i fascisti che avevano ceduto la patria all'invasore, per conservare qualche briciola di potere".
Il gappista era un solitario. A Milano, dove Visone comandava la brigata, erano spesso non più di due a condurre le azioni mirate contro gerarchi nazisti e fascisti. "Il gappista lottava solo e braccato contro forze schiaccianti e implacabili".
Di Pesce oggi se ne parla poco, come di tutti quei patrioti che hanno sacrificato la vita non per calcolo, ma perchè amavano la vita e la libertà. Forse perchè tendiamo in questi tempi molli a dare per scontato quello che loro hanno combattuto per avere.
Se esiste una vita nell'al di là, e se ci sarà concesso di mantenere la nostra individualità, una volta sciolti i vincoli della carne, mi piacerebbe incontrarlo di nuovo. Per dirgli solo una cosa: Comandante Visone...Grazie.

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