lunedì 19 settembre 2011

Mater Terribilis di Valerio Evangelisti

Ottava puntata della saga dedicata all'inquisitore Eymerich, Mater Terribilis è forse uno dei racconti più difficili scritti da Valerio Evangelisti. Quasi cinquecento pagine nelle quali la consueta linearità del tempo a cui siamo abituati è completamente stravolta a favore di una narrazione di tipo diacronico. Tre sono i periodi in cui si colloca la vicenda, quello tipico di Evangelisti: il Medioevo con la guerra dei cent'anni tra Francia e Inghilterra e l'epica vicenda di Giovanna d'Arco e un futuro che si colloca tra il 1990 e il 2068.
Il protagonista è lui, l'inquisitore Nicolas Eymerich alle prese con la misteriosa morte di due frati predicatori nelle terre francesi occupate dagli inglesi. Gradualmente, la sua ricerca della verità si trasforma in una vera e propria discesa all'inferno. Dove non mancano muraglie di nebbia, foreste inestricabili, mostri deformi, inspiegabili fratture temporali. Gli stessi prodigi accompagnano anche la vicenda che scorre in parallelo: quella tragica e gloriosa di Giovanna d'Arco, vista attraverso gli ochhi della Pulzella o del suo torbido compagno d'armi Gilles De Rais. Ma non si deve pensare a un classico thriller o spy story ambientata nel medioevo. Il problema semmai per un lettore modello è quello di cogliere e interpretare tutti i riferimenti impliciti nel suo lavoro. Un'impresa assolutamente titanica. Del resto è lo stesso autore a riconoscere che questo libro non è dei più semplici.
La storia verte attorno a un grande tema: il ruolo dell'elemento femminile nella religione cristiano-cattolica...Il consiglio è di leggerlo una volta, poi andare a vedere le spiegazioni che fornisce l'autore stesso nel suo sito (www.eymerich.com) per chiarirsi le idee. Io anche dopo aver letto le sue spiegazioni non posso dire di aver compreso per intero il suo lavoro.
Chapeau.
Mater Terribilis, Strade blu Mondadori, euro 16


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